12 ottobre 2009

il tempo di dormire

Ero nel mio letto ieri notte, sguardo fisso sul soffitto, quando mi sono accorto che stavo pensando a te. Poi, pensandoci bene, mi sono accorto che pensavo a te anche prima. Ripensandoci, penso di non aver mai smesso di farlo, solo che quando la casa dorme e si spengono tutti i rumori, è più facile accorgersene. E pensavo al fatto incontestabile che esisti e al fatto relativo che pur esistendo, tu, non ci sei. Non fa niente, non ci sono nemmeno io, ma solo perché, si sa, io ci faccio. Pensavo a un mucchio di cose, quasi tutte sconclusionate e insensate come questa, pensieri leggeri, di passaggio. Poi mi sono messo a pensare alle cose che non possiamo fare adesso.
Ora penso che ho pensato talmente tanto che non ho avuto nemmeno il tempo di dormire. Penso proprio che non si pensi per il gusto di farlo, si pensa perchè siamo condannati a farlo... di continuo, senza possibilità di tregua. Una sorta di contrappasso per il non aver pensato abbastanza? Sto pensando, anche se rispondo "a niente" quando mi chiedi "a cosa stai pensando?". Credimi, lo farei se potessi: penserei a niente almeno per un po', giusto il tempo di un film o di una canzone, o il tempo di dormire.


27 settembre 2009

non si capisce il motivo... du dad du da...


E così lo scioglimento del gruppo è rimandato
(ma solo per il momento).
Il fatto è che noi vorremmo proprio smettere
ma finché ci fanno suonare...


13 settembre 2009

lo scioc di settembre


In questi ultimi tempi, mentre le matite prendono polvere, ho rispolverato la chitarra, ho soffiato dentro l'armonica e me ne sono andato in giro con altri due sderenati... forse non proprio in quest'ordine. In ogni caso, il giro continua e il modus operandi è sempre lo stesso:

"a cazzo di cane".


22 luglio 2009

22 marzo 2009

11 marzo 2009

grande coppola...

...nel senso di Francis Ford.


7 marzo 2009

"straniero"

Ho saputo di Meursault e la cosa, purtroppo, non mi ha lasciato indifferente. Soprattutto perché seguendo i suoi ragionamenti, si rischia di riconoscere qualcosa di molto, troppo familiare. Si può arrivare anche a sospettare di essere come lui.
Un uomo che non piange alla sepoltura della propria madre rischia di essere condannato a morte. Un uomo che non manifesta il proprio rimorso davanti ai giudici, incapace di confessare un'angoscia o un pentimento viene condannato a morte. Un condannato che si rifiuta di ricevere il confessore, di avvicinarsi a Dio rimane comunque condannato a morte.

Ma allora perché non piangere? Perché non manifestare il rimorso e confessare il pentimento? Perché non rifugiarsi nella fede? Semplice: per non mentire.

Tutto questo potrebbe significare che se sei incapace di mentire... muori. O peggio, che se sei capace di mentire... vivi.


4 marzo 2009

la scatola (parte II)

Sempre dalla scatola sono zompati fuori anche questi (carboncini), vecchi esattamente di 8 anni, entrambi datati 3 marzo 2001... questo dimostra che c'è stato un tempo in cui riuscivo a fare ben due cose nell'arco della medesima giornata.

"Equino Pennuto"

"Uomo Con Zoccoli"


la scatola (parte I)

Mentre studiavo ho trovato una scatola piena di fogli, ricordi, testimonianze di un trascorso inquieto, frammenti di turbe più o meno psichiche. Già che studiavo mi sono messo a rovistare e alla fine ho deciso di pubblicare qualcosa per la gioia dei miei lettori che mi seguono sempre con tanto affetto. Anzi, ne approfitto per ringraziarli tutti.... tutti e tre.

Il primo che vi propongo è uno scarabocchio datato dicembre 1999, si intitola  
"I parenti sotto casa".



26 febbraio 2009

salomé secondo me

un modo come un altro per uscire di scena


il maestro (1)

credo proprio di volergli bene


25 febbraio 2009

ben gretch, ritratto


Ben Gretch, il protagonista di "Kind of Silence",
interessante romanzo di Andrew Cyran...
o almeno, è così che io l'ho immaginato.


21 febbraio 2009

undersound


se ti viene difficile separarti da certe "cose"
allora non farlo, potrebbero servirti... prima o poi.


17 febbraio 2009

motesti e pretivi

Ci sono motivi che non ci sono. In alcuni casi sono così evidenti che mi fanno fare tutte le cose che faccio. E quando i motivi spariscono? E spariscono anche dalla memoria? Potresti dire che non ci sono mai stati? Forse quelli non sono esattamente motivi... forse sono pretesti. Eppure non dovrebbe essere difficile distinguerli. Il motivo si trova esattamente dov'è per sua volontà, il pretesto invece vado a cercarlo, gli metto un vestito che lo fa sembrare un vero motivo. Un travestimento perfetto, così perfetto che fregherebbe chiunque. Anche chi ce l'ha messo.


15 febbraio 2009

una ruga, un perché

Un uomo, una ruga. Mano tremante, plettro fermo.
Un riff, un eccesso. Il mio umile omaggio a quel vecchio bastardo di Keith Richards, con la speranza che l'intervento chirurgico subito al cervello lo abbia aiutato a comprendere che non è una buona idea quella di arrampicarsi sulle palme delle isole Fiji per poi cadere e procurarsi commozioni cerebrali. Hai 65 anni, vecchio bastardo pazzo.



ragazzo infernale



nuovo indispensabile blog

Quando si dice "la necessità".
Di certe (molte) cose puoi anche fare a meno... ma ci sono cose che non puoi proprio farti mancare, pur sapendo che sono perfettamente inutili e probabilmente è per questo che ne senti il bisogno.

Ma adesso le cose vanno meglio, ora sì...